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il wayang kulit


Il teatro d’ombre, il wayang kulit, è alle sue origini una rappresentazione sciamanica in cui vengono evocati gli antenati, sotto forma di ombra, per comunicare con i loro discendenti. Dalle nove di sera alle tre di notte il dalang, il manovratore delle figurine di cuio, narra e canta ininterrottamente gli episodi della grande epica indù, il Ramayana, la mistica storia del principe Rama nella foresta, o il Mahabharata, la lunga guerra fratricida fra i discendenti di Bharata, i cinque fratelli Pandawa e i cento Korawa.
Il dalang, che in gioventù è stato consacrato sacerdote nel tempio con parole magiche scritte col miele sulla lingua, è il saggio per eccellenza, il sapiente, colui che narra al popolo, e soprattutto ai bambini, la storia degli Dei e degli Antenati, e i conflitti eterni della vita umana; la lotta fra il bene e il male, la luce e le tenebre, la vita e la morte.
La scena del Wayang Kulit è un microcosmo simbolico, un intero mondo spirituale: lo schermo bianco è il cielo, la lampada che lo illumina il sole, il tronco di banana su cui il dalang fissa le figurine di cuoio è la terra. E le ombre evanescenti proiettate sono gli uomini, manovrati dal Dio, il dalang, che dirige l’orchestra dandogli il ritmo con il piede, dà vita da solo a tutti i personaggi, eroi e demoni; li muove, dà loro la voce. Canta a memoria la storia in Kavi, l’antico linguaggio di Java, con quarantasette ritmi diversi ed impersona anche i clowns, i buffoni, che improvvisano la traduzione degli avvenimenti in balese. E dopo oltre cinque ore di spettacolo, nel cuore della notte, canta l’insegnamento fondamentale:
non ci può essere bene senza male, non ci può essere male senza bene;
la vita e la morte sono un conflitto senza fine, senza vincitori o vinti, ma bisogna comunque tendere al bene 



“Meglio tarde che mai”



 

Franca Pampaloni & Luz Pierotto
in

“Meglio tarde che mai”

spettacolo comico musicale
regia di Rita Pelusio
con la collaborazione di Michele Cafaggi

“Due anziane musiciste, alle prese con un concerto pieno di inconvenienti, rivivono alcuni momenti di gloria ricordando la scomparsa della loro violoncellista Rose, tra una bevuta, una partita di carte, litigi furibondi e melodie sublimi.”
Brani classici e gags virtuose e surreali arricchite dal gioco clownesco delle protagoniste rendono questo strano concerto adatto a tutte le età.




Franca Pampaloni
Diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Padova,laureata in musicologia presso il D.A.M.S. di Bologna, è piu’ conosciuta come fisarmonicista. Ha suonato per Gabriella Ferri, Orchestra Regionale della Toscana, Quartetto Zappalà, Tristan Honsinger. Ha collaborato come compositrice e musicista di scena con: Teatro des los Sentidos di Enrique Vargas (Colombia- Italia), Teatro dei Sassi, Cyrcus Sybilla (Norvegia), Compagnia dell‘Astronauta. Ha diretto la
BandOrchestra degli Artisti di Strada e fa parte della compagnia “Le Vedove Allegre s.r.l.”.Tiene concerti come solista e con diversi ensembles.




Luz Pierotto
Fondatrice e direttrice della Scuola di Musica “La Chiave del Sol” (Fi), si è diplomata in flauto presso il Conservatorio F.T. Garzon della città di Cordoba (Argentina) dove è stata membro dell'Orchestra Sinfonica Giovanile del Teatro San Martin e della Banda Sinfonica Giovanile. È membro stabile del Teatrombria di Firenze. Ha seguito il corso annuale di formazione per Attori del Teatro di Figure diretto da Claudio Cinelli. Ha collaborato come musicista di scena e animatrice di figure con il Teatro Glug e Il Marchingegno. Fa parte della Compagnia “Le Vedove Allegre s.r.l.”, dell’ensemble di musica orientale “Maram” e del gruppo “Samsara”.



Per contatti :
megliotardechemai@yahoogroups.com

“Meglio tarde che mai”
http://www.megliotardechemai.com